Turismo gay: un nuovo business

Author: Plares  //  Category: vacanze

Il 7% dell’intero fatturato dell’industria del turismo, pari a 3,2 miliardi l’anno, è prodotto da viaggi gay. Gay e lesbiche rappresentano un mercato molto redditizio per gli operatori turistici che infatti vi dedicano sempre maggiore attenzione.
Il viaggio per il turista gay rappresenta la possibilità di esprimere al massimo se stesso, di poter vivere la sua storia d’amore liberamente e sicuramente in una condizione di maggiore tolleranza rispetto al proprio paese d’origine.

Gay e lesbiche, inoltre, costituiscono la categoria dei viaggiatori più spendaccioni, è questo il mercato su cui tutte le più grandi agenzie stanno puntando.

Le vacanze gay sono le più lunghe e le più costose. Secondo uno studio il turista omosessuale è in media giovane, single ed in possesso di un maggior grado di istruzione, un titolo di superiore o universitario, ed invece nel caso abbia 40-45 anni solitamente è un imprenditore o un libero professionista.



Predilige locali di intrattenimento serale e tutto ciò che permette l’aggregazione.

Il viaggiatore gay cerca sempre mete gay-friendly e preferisce partire nei mesi di ottobre, settembre e febbraio. La metà degli omossessuali italiani sceglie mete italiane, in particolare Roma, Bologna e La Toscana, mentre il 25% i paesi extraeuropei. Mykonos, Gran Canaria, Torre del Lago, Ibiza sono tutti paesi che si sono affermati come mete turistiche proprio grazie ai gay che sono stati i primi turisti a scoprirle.

Insomma il turismo gay si traduce in una grande opportunità per rilanciare l’economia extraeuropea ma anche europea.

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